Ansa. Patate e ancora patate. Né il Governo né gli editori sanno cosa farsene di un’agenzia di stampa

lavandaia

Lo so, non ho rispettato la scadenza del 18 luglio. Ma in realtà quel giorno non è successo niente di che all’Ansa. Cosa che qualcuno vede già come un risultato, visto che non è scattata la cassa integrazione minacciata dall’azienda. Un risultato prodotto dalla trattativa a Palazzo Chigi, dove le rappresentanze sindacali, gli editori e il direttore sono andati spesso nelle ultime settimane. Ma aldilà dell’aver guadagnato un po’ di tempo, i termini della vertenza sono rimasti gli stessi e guardano tutti terra terra, là dove si coltivano le patate: un giorno in più o in meno nei contratti di solidarietà, un risparmio in più o in meno su missioni, straordinari o su quei collaboratori che, se vessati ancora, potrebbero davvero decidere di tagliare l’ossigeno all’agenzia per usare le vacanze estive in una bella ricognizione all’estero, disperdendo altrove l’esperienza acquisita all’Ansa. Oggi perfino il Comitato di Redazione, la rappresentanza sindacale…

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